L’importanza dello spessore dei filati di alpaca
Lo spessore dei filati di alpaca cambia notevolmente il peso dei maglioni. Ci sono maglioni che, appena presi tra le mani, sembrano quasi non pesare. Altri hanno una consistenza piena, avvolgente, capace di far pensare immediatamente all’inverno. Altri ancora sorprendono perché riescono a essere caldi senza avere l’aspetto voluminoso che normalmente associamo ad un capo pesante.
Accade così che acquistiamo due diversi modelli di maglioni e sull’etichetta vediamo la stessa indicazione: 100% alpaca, ma a noi sembrano molto diversi. Proprio qui ha il suo ruolo il filato: lo spessore, il numero di fili utilizzati e il modo in cui viene lavorato. Prima ancora del colore, del modello e del punto scelto c’è appunto il tipo di filato!
La fibra da sola non racconta tutto, parla solo della purezza: 100% lana di alpaca. Due capi realizzati con questo filato possono avere peso e struttura completamente differenti:
- uno può essere sottile e morbido, quasi discreto sul corpo, leggero;
- un altro può essere più compatto e importante, piuttosto pesante.
Questa differenza non vuol dire che uno sia migliore dell’altro. Significa semplicemente che sono stati scelti filati della stessa composizione pura ma di dimensioni diverse. Questa scelta permette di adattare il filato al modello realizzato ottenendo così risultati estremamente diversi.

3/10 a filo doppio struttura più piena

2/16 baby alpaca maglia più fine e leggera
Perché lo spessore dei filati di alpaca cambia il maglione
Quando osserviamo un maglione, molto difficilmente pensiamo allo spessore del filo con cui è stato realizzato. Guardiamo principalmente il modello, il colore, lo tocchiamo e ne valutiamo la morbidezza. Infine, immaginiamo come potrebbe stare indossato.
Non pensiamo che molte delle caratteristiche di un maglione di alpaca dipendono dal filato.
Lo spessore scelto per realizzarlo ne modifica il peso complessivo, la compattezza, la caduta, la vestibilità e la sensazione di calore. Partendo dallo stesso tipo di fibra, nel nostro caso la lana di alpaca, un filato più fine porta verso una maglieria più leggera, adatta alla stagione intermedia e ideale per uso interno; un filato più corposo, oppure utilizzato a più fili, costruisce invece una superficie più piena e consistente, perfetta per l’inverno e per uscire.
È per questo che descrivere un capo semplicemente come “maglione in alpaca” dice molto sulla fibra, ma non racconta il maglione nella sua interezza.
Per comprenderlo meglio bisogna guardare e capire come la fibra è diventata filo perché solo successivamente è diventata maglia.

Coni di filato in colori naturali e diverse tonalità: lo spessore e la costruzione del filo precedono il capo finito.
Filato spessore 3/10: il punto d’incontro tra leggerezza e calore
Tra i filati utilizzati nella maglieria in alpaca, il filato spessore 3/10 lavorato a filo semplice, ovvero a filo unico, permette di ottenere un capo con una buona presenza, non eccessivamente pesante, non troppo voluminoso né troppo leggero.
È una sorta di equilibrio: il maglione conserva una struttura percepibile, rimane adatto sia alla stagione autunnale sia a quella fredda e, nello stesso tempo, non ha l’aspetto di una maglia molto spessa.

ESEMPIO 3/10 A FILO SEMPLICE
Indossandolo, questa differenza si traduce soprattutto nella sensazione complessiva del capo. Il tessuto accompagna il corpo senza appesantirlo e il filo lascia spazio alla forma del modello lasciando libertà di movimento.
Un aspetto interessante è che spesso associamo automaticamente il calore allo spessore. Nella realtà di un capo di pura alpaca finito le cose sono più sfumate: materiale, dimensione del filo e lavorazione concorrono insieme al risultato finale.
Con un filato di questo tipo il maglione può quindi mantenere tranquillamente un carattere invernale senza diventare massiccio. Nel caso di un maglione con lavorazione etnica geometrica, il disegno del capo resta leggibile e possono trovare spazio bordi, contrasti cromatici o dettagli decorativi senza che lo spessore del filo diventi l’elemento dominante.
Tre interpretazioni del filato 3/10 a filo semplice
Filato 3/10 con lavorazione a filo doppio: il maglione acquista corpo
Utilizzando lo stesso tipo di filato, basta però cambiare un elemento perché il risultato sia molto diverso.
Se un maglione con filato 3/10 viene realizzato a filo doppio, avremo una maglia che acquista maggiore corpo; diventerà più consistente e più pesante e la differenza si avvertirà anche al tatto.
FOTO: Pullover Hugo filato 3/10 a filo doppio
È interessante osservare come non sia necessariamente la fibra a cambiare: cambia il modo in cui viene impiegato il filato.
Lo spessore del filato non è quindi un dettaglio secondario: contribuisce al peso, alla struttura, alla vestibilità e al carattere del maglione. Due capi realizzati nella stessa fibra possono risultare molto diversi semplicemente perché il filo è stato scelto e lavorato in modo differente.
Nel prossimo articolo continueremo questo viaggio entrando nel mondo dei filati più fini, come il 2/16, per capire come cambiano leggerezza, morbidezza e carattere della maglia. Seguici: il racconto continua.











